Il 21 marzo scorso, Trapani è stata scenario di un evento che ha coinvolto oltre 50.000 persone: la XXX Giornata dell’Impegno e della Memoria delle Vittime Innocenti di Mafia.
Un’importante manifestazione organizzata dall’associazione Libera, fondata da Don Luigi Ciotti, che ha visto centinaia di cittadini e attivisti unirsi per ricordare le vittime delle mafie e riaffermare l’impegno contro la criminalità organizzata.
Il corteo, che ha attraversato le strade della città, si è concluso con una serie di eventi, tra cui una conferenza spettacolo particolarmente significativa: “Per ogni Macondo possibile”.
Un viaggio tra memoria storica e impegno sociale
Un momento centrale di questa giornata è stato il seminario tematico condotto dalla compagnia teatrale Area Teatro, che da anni collabora con Libera portando avanti il proprio impegno nel coniugare il teatro con temi di rilevanza sociale.
L’incontro si è svolto presso il Teatro Don Bosco ed ha visto la partecipazione di centinaia di studenti e volontari di Libera provenienti da tutta Italia.
Il tema della conferenza spettacolo era un racconto che attraversava la memoria storica dell’attivismo e delle lotte sociali degli anni ’90 e dei primi anni 2000.
Il “Cunto” come strumento di memoria
Al centro della narrazione proposta dalla compagnia c’era la ricerca storica sul movimento ambientalista, sulla lotta dei pescatori e delle comunità alle pendici dell’Etna, ma anche le battaglie sindacali delle donne lavoratrici e la lotta per l’occupazione delle terre.
Un viaggio tra storie dimenticate e leggende locali che si intrecciano con le vicende sociali, culturali e politiche della Sicilia.
Il “Cunto”, antico e affascinante metodo di narrazione siciliano, è stato il cuore dello spettacolo, condotto dal cuntista Alessio Di Modica.
Attraverso il “Cunto”, una tradizione orale che affonda le radici nella strada e nell’oralità popolare, lo spettacolo ha riaperto dialoghi con il passato, affrontando temi complessi come la lotta alla mafia, l’antifascismo e la difesa dell’ambiente.
Un’arte che, pur essendo radicata nella tradizione, è stata riletta in chiave contemporanea per rispondere alle sfide attuali.
La riscoperta dell’oralità e della cultura come strumento di resistenza
“Per ogni Macondo possibile” non è stato solo un’occasione di spettacolo, ma una riflessione sull’importanza dell’oralità come veicolo di memoria e di identità.
In un’epoca in cui le tecnologie rischiano di sostituire le storie raccontate dalla tradizione orale, lo spettacolo ha sottolineato la necessità di recuperare e preservare queste narrazioni per non perdere un patrimonio culturale fondamentale.
La Sicilia, con la sua lunga tradizione di racconti e leggende, è un esempio lampante di come l’oralità possa rimanere un mezzo potente per trasmettere la memoria collettiva.
La compagnia Area Teatro ha messo in luce come la cultura possa essere uno strumento di resistenza, non solo una ricostruzione storica, ma una vera e propria azione di cambiamento sociale.
Il “Cunto” si è così trasformato in una riflessione profonda sulla trasformazione dei territori, sulla lotta per la giustizia sociale e sul significato della memoria.
Cultura e teatro come strumenti di cambiamento
In un contesto dove spesso la cultura viene relegata a un ruolo di intrattenimento superficiale, Area Teatro ha dimostrato come l’arte possa essere ancora un potente mezzo di resistenza e impegno.
Il teatro, attraverso il linguaggio del “Cunto”, non solo ha raccontato la storia, ma ha stimolato il pubblico a riflettere sul presente e sul futuro della nostra società.
L’incontro, quindi, ha rappresentato non solo un omaggio alla memoria storica, ma anche un invito a riconoscere il valore delle storie che ci hanno preceduto, per affrontare le sfide di oggi e costruire una società più giusta e consapevole.
La cultura, il teatro e la memoria sono strumenti indispensabili per alimentare il cambiamento e per mantenere viva la lotta contro la mafia e le ingiustizie sociali.
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